“Decisione a sorpresa della Suprema corte che boccia il tentativo del governo di cancellare il quesito sul ritorno all’energia atomica. Resta da capire se ci sono i tempi tecnici per votare il 12 e 13 giugno. Dalla Agcom richiamo alla Rai: “Sui quesiti informazione insufficiente”“. Francamente Berlusconi e i suoi cominciano a farmi un po’ pena, non riescono più a imbroccarne una. Per dirla alla Travaglio, demonizzano i comunisti e la gente stufa elegge un comunista addirittura a sindaco di Milano, roccaforte del berlusconismo. E un magistrato “giustizialista” a Napoli, appena dopo la scenetta di Silvio con Obama. E ora fallisce anche l’odioso, antidemocratico tentativo di sabotare il referendum sul nucleare, per impedire che venga raggiunto il quorum per gli altri quesiti (in particolare quello fondamentale, per il premier, sul legittimo impedimento). Ovviamente ora si dirà che la Cassazione è un covo di comunisti in ostaggio dei centri sociali, di riforma della giustizia urgentissima da fare assolutamente, e cavolate varie, che ormai non incantano più nessuno. Sì, perché l’Italia sembra ormai guarita, o in fase di guarigione. “Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino”. È quello che diceva il saggio Montanelli molti anni fa. Forse di vaccino ce n’è voluto più del previsto, una dose da cavallo, ma ha funzionato. E ora tutti a votare per i referendum, e a cercare di portare alle urne parenti, amici e vicini di casa, per dare la spallata finale al berlusconismo agonizzante.
Il film “La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler” del 2004, diretto da Oliver Hirschbiegel, con uno strepitoso Bruno Ganz nelle non facili (da interpretare) vesti del Führer, è ormai un classico della cinematografia mondiale. La pellicola - da alcuni molto criticata perché mostra un dittatore a tratti quasi fragile, meno feroce di come ci si potesse aspettare - è particolarmente apprezzata su internet e sui social network, per via di tutta una serie di sketch basati su di essa. I quali - a partire da una delle scene finali, quella in cui a Hitler viene annunciata l’inevitabilità della sconfitta dai suoi generali - fanno della gustosa satira su vicende di attualità e costume. Non solo la politica è presa di mira, ma anche ad esempio lo sport: già un anno fa la disastrosa campagna acquisti della Juventus veniva irrisa in questo modo. Cioè mettendo dei sottotitoli “inventati” a commentare le immagini, e lasciando intatto il sonoro originale in lingua tedesca. Mitico Bruno Ganz nel suo leversi gli occhiali con mano tremolante non appena apprende la notizia del trionfo inaspettato dei “comunisti” a Milano, nonostante le rassicurazioni di Quagliarello e delle altre mezze tacche (“l’alternativa era candidare Scilipoti”… ahahahahah). Ovviamente Adolf-Silvio, come nella realtà, scarica tutte le colpe sui suoi sottoposti, che l’hanno costretto a candidare la mamma di Batman, anziché una bella escort, come avrebbe voluto fare lui. Povero Berlusconi, comprare costosi calciatori e parlamentari, e mettere direttori fidati a capo di qualsiasi telegiornale nazionale, non basta più per vincere le elezioni, nemmeno nella sua Milano da bere. E non ditegli per favore che ad Arcore il PD è davanti al PDL, o potrebbe partirgli l’embolo.