Stasera (sì, di martedì!) alle 21 su Raidue ci sarà una puntata speciale di Annozero chiamata “L’assassinio del mare”, un reportage di Roberto Pozzan sulla crisi economica del settore della pesca. Ovviamente condotto da Michele Santoro che speriamo presto di rivedere in Rai per una nuova, emozionante stagione. O, perché no, dietro la scrivania, nel ruolo di direttore generale di un servizio pubblico che torni realmente a essere tale, senza lo spettacolo triste e indecoroso dei telegiornali affidati a servitori senza scrupoli (e senza capelli) che parlano del nulla per nascondere le magagne e le malefatte dei potenti. Dei TG che mandino servizi sulla disoccupazione e il precariato anziché sui pitoni che escono dal water, sui canguri eccitati che molestano donne in abiti succinti che fanno jogging o sul caldo che affligge la gente d’estate (ma va’?). Di una Rai che faccia informazione vera, scomoda per il regime di turno, e lontana anche dalla pessima lottizzazione degli anni 80. Una Rai con grandi nomi di grandi presentatori, giornalisti, comici, personaggi capaci di abbinare gli ascolti alla qualità. Una televisione pubblica con Benigni, Travaglio, Vauro, Luttazzi, Floris, Saviano e, perché no?, Grillo, quello di una volta che faceva tanto incavolare i socialisti di Bottino Craxi. Una Rai che valorizzi i suoi campioni e non li svaluti o li mandi via perché poco accomodanti o perché il potente di turno fa una telefonata.