Silvio Berlusconi ha toccato il fondo. E non così, tanto per dire. Penso che questo sia uno dei punti più bassi toccati dal regime. In qualsiasi Paese questo sarebbe stato il servizio d’apertura dei TG. Invece qui tocca vederlo su Facebook e sui social network, sempre che non arrivino a censurarlo anche lì (e comunque gli italiani attivamente presenti su internet sono una netta minoranza). Un pensionato settantenne, canuto e dall’aspetto visibilmente dimesso, osa criticare il reuccio su un argomento che gli sta a cuore (le pensioni). Per questo, a richiesta del sultano, viene trascinato via con la forza dalla security, come se fosse un pericoloso terrorista armato fino ai denti. Immagino naturalmente che al TG1 abbiano dato ampio spazio a questa notizia, che in altri periodi, in altri post avrebbe avuto un impatto devastante. È allucinante che tutto sia avvenuto nel silenzio del pubblico e tra l’approvazione dei pidiellini, che le guardie non si siano rifiutate di obbedire a un ordine tanto bieco, soprattutto di eseguirlo in questo modo. La platea resta indifferente perché considera quell’anziano signore non un essere umano, debole e con i suoi problemi. Bensì un nemico, secondo la logica della “guerra civile” (locuzione spesso usata da Berlusconi negli ultimi mesi) tanto cara al padrone. Viene da chiedersi cosa faranno queste persone quando Silvio Berlusconi non sarà più in politica. Ma poi in questo Paese si possono ancora contestare i potenti, specie quelli al governo? Perché davanti al Palazzo di Giustizia di Milano la claque prezzolata è ammessa, mentre i contestatori vengono allontanati e identificati? Perché l’altroieri esponenti delle forze dell’ordine hanno malmenato a Bologna un ragazzo che si era permesso di contestare la politica disumana della Lega?