facciocosevedogente

L’Italia è a un passo del baratro. La Grecia, anzi, l’Argentina è dietro l’angolo. Nessuno più vuole i nostri titoli di stato: Juergen Stark, capo  economista, membro del board, e soprattutto voce critica sull’acquisto dei bond di Italia e Spagna si è dimesso. La situazione sembra precipitare, mentre il governo appare del tutto incapace ad affrontarla e perfino la Marcegaglia chiede per la prima volta esplicitamente le dimissioni di Silvio. Che da parte sua non trova nient’altro di meglio da fare che intrattenere rapporti con faccendieri e personaggi inqualificabili, come La Vitola, al quale consiglia di non far ritorno nel nostro paese di m., come B. stesso lo ha definito, in barba alla giustizia e alle leggi (ma la versione di Ghedini è che gli avrebbe detto di non tornare precipitosamente). Di fronte a tutto ciò, l’Italia si ferma… sì, per parlare del campionato di calcio che sta per riprendere o per discutere di grattachecca. È vero, è incredibile che nei quiz di accesso a professioni sanitarie sia dato spazio a un quesito che recita: “Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la ‘grattachecca di Sora Maria’, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato…”. Sembra uno scherzo, ma non lo è. E trovo altrettanto assurdo che il principale telegiornale italiano sguazzi dentro le grattachecche con ben due minuti di servizio. Il Rettore ha proprio ragione: i più importanti quotidiani italiani (c’è anche Il Giornale nella lista? ah, ah, ah…) hanno dato spazio - troppo - a temi futili. Siamo proprio il paese delle grattachecche.